E' senza dubbio uno dei punti fondamentali quello di scremare i contenuti e trovare i migliiori. Noi tutti abbiamo bisogno di filtrare, ci sono troppi contenuti e tempo limitato. Questo meccanismo che hai analizzato è senza dubbio una buona strada.
davidorban
· 1 year ago
Grazie! Stavo rimuginando sull'applicabilità dello stesso meccanismo all'incrocio di altri medium tradizionali con la rete e ne ho trovato diversi possibili esempi. Anche nella rete stessa è possibile inquadrare in questo modo alcuni siti come Techmeme, per esempio.
Davide Bocelli
· 1 year ago
Il tuo post è interessante e seguirò questa iniziativa.
Il meccanismo è analogo a quello dell'articolo scientifico: l'articolo viene letto da "pari" e approvato per la pubblicazione, per poi essere citato nella letteratura e dai vari ricercatori. Ho lavorato su sistemi di pubblicazione che presuppongono la valutazione degli articoli da parte di "pari" e la valutazione non è basata su una variabile, ma piuttosto su una serie di diversi parametri - e questo limita la praticità della votazione "si/no".
In questo caso non ci sono "pari" né regole di valutazione a priori: la semplice preferenza degli utenti equivale a un'approvazione del contenuto multimediale.
Credo che questo modello tenda a creare piattaforme in cui il contenuto si adatta alle aspettative degli utenti: la qualità dei contenuti dipende dalla qualità degli utenti. Questo è utile se aumenta la creatività del sistema e quindi apre orizzonti a tutta la comunità, mentre è deteriore se diventa un sistema a spirale che mira solo a concentrare attenzione su sé stesso (fare filmati per fare filmati). Internet mi stupisce in positivo, soprattutto quando veicola informazioni in modo orizzontale, ridondante e ramificato. Sono perciò ottimista sui futuri sviluppi di strutture che comprendono produzione e feedback.
Thanks for sharing. :) d
davidorban
· 1 year ago
Davide, hmm.. capisco il riferimento che fai all'eventualità di autoreferenzialità. Penso che se il particolare canale non è in grado di uscire verso un audience più ampio, allora questo si possa verificare. Ma nel caso di Current a priori l'esistenza di coloro che 'consumano' i contenuti attraverso la televisione evita l'incestuosità.
Un altro aspetto di confronto con le pubblicazioni scientifiche riguarda la maggiore trasparenza e apertura delle votazioni rispetto ai giudizi troppo spesso riservati che possono nascondere elementi non-oggettivi. Magari non verso la persona, ma verso il metodo o l'argomento, ecc. Le difficoltà delle rivoluzioni scientifiche, in quanto punti di vista sulla realtà, derivano anche da questo.
Davide Bocelli
· 1 year ago
Grazie della tua risposta. In effetti il rischio che si accetta in queste iniziative riflette la propria fiducia nella comunità e nelle sue regole. Lo stesso vale per la comunità scientifica, che può mostrare tanto aspetti brillanti e aperti quanto aspetti autoreferenziali.
In effetti, vendendo Current da un punto di vista generale, ho idea che esso permetta di può tracciare non solo il profilo dei contenuti 'vincenti', ma quello generale di tutti i contenuti, generando conoscenza riguardo l'audience senza tuttavia poterla controllare in modo decisivo.
Il che è una scommessa interessante, soprattutto in un paese abituato a gerarchie a-priori dell'informazione come l'Italia.
Questo meccanismo che hai analizzato è senza dubbio una buona strada.
Il meccanismo è analogo a quello dell'articolo scientifico: l'articolo viene letto da "pari" e approvato per la pubblicazione, per poi essere citato nella letteratura e dai vari ricercatori. Ho lavorato su sistemi di pubblicazione che presuppongono la valutazione degli articoli da parte di "pari" e la valutazione non è basata su una variabile, ma piuttosto su una serie di diversi parametri - e questo limita la praticità della votazione "si/no".
In questo caso non ci sono "pari" né regole di valutazione a priori: la semplice preferenza degli utenti equivale a un'approvazione del contenuto multimediale.
Credo che questo modello tenda a creare piattaforme in cui il contenuto si adatta alle aspettative degli utenti: la qualità dei contenuti dipende dalla qualità degli utenti. Questo è utile se aumenta la creatività del sistema e quindi apre orizzonti a tutta la comunità, mentre è deteriore se diventa un sistema a spirale che mira solo a concentrare attenzione su sé stesso (fare filmati per fare filmati). Internet mi stupisce in positivo, soprattutto quando veicola informazioni in modo orizzontale, ridondante e ramificato. Sono perciò ottimista sui futuri sviluppi di strutture che comprendono produzione e feedback.
Thanks for sharing. :)
d
Un altro aspetto di confronto con le pubblicazioni scientifiche riguarda la maggiore trasparenza e apertura delle votazioni rispetto ai giudizi troppo spesso riservati che possono nascondere elementi non-oggettivi. Magari non verso la persona, ma verso il metodo o l'argomento, ecc. Le difficoltà delle rivoluzioni scientifiche, in quanto punti di vista sulla realtà, derivano anche da questo.
In effetti, vendendo Current da un punto di vista generale, ho idea che esso permetta di può tracciare non solo il profilo dei contenuti 'vincenti', ma quello generale di tutti i contenuti, generando conoscenza riguardo l'audience senza tuttavia poterla controllare in modo decisivo.
Il che è una scommessa interessante, soprattutto in un paese abituato a gerarchie a-priori dell'informazione come l'Italia.